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Hai mai avuto problemi di loudness?

Del tipo che, dopo aver distribuito un brano su piattaforme di music streaming, come ad esempio Spotify e iTunes, ti accorgi che i brani di altri artisti suonano più loud (forte) del tuo.

Eh si, è un po’ spiacevole l’effetto, perché psico-acusticamente, se un brano è più loud, allora solitamente viene percepito “migliore“.

Sull’argomento si potrebbero aprire varie digressioni, per esempio su come la loudness war, negli anni abbia distrutto la dinamica dei brani musicali e su come un po’ le cose siano migliorate negli ultimi tempi, grazie ai nuovi standard imposti dalle piattaforme digitali.

Ma non parleremo di questo.

Ciò che di cui parleremo, invece, è come rendere i nostri brani più loud in due semplici step.

Gli stessi contenuti scritti in questo articolo, sono fruibili attraverso il seguente video, quindi scegli tu come andare avanti 😉

Siamo pronti? Let’s go.

1) Bilanciamento frequenze

Il primo step per aumentare la loudness consiste nel fare in modo che lo spettro delle frequenze sia bilanciato durante tutta l’esecuzione del brano.

Vogliamo, quindi, che alle diverse frequenze non ci siano sbalzi eccessivi di intensità o picchi.

Di solito, la forma complessiva dello spettro dovrebbe tendere quasi al piatto, con qualcosa in più nel range medio-basso e basso, a seconda del genere musicale.

A questo scopo ci servono tre strumenti:

analizzatore di spettro;

equalizzatore;

compressore multi-banda.

L’analizzatore di spettro ci aiuta a individuare sbilanciamenti o picchi in frequenza

Con gli altri due strumenti, equalizzatore e compressore, correggiamo gli eventuali problemi.

Ricordiamoci che dobbiamo cercare di livellare i picchi e aggiustare la forma dello spettro senza snaturare il suono originale. 

Alla fine, tanto più i picchi saranno contenuti e lo spettro tenderà al piatto, tanto più si potrà spingere il gain del limiter finale e aumentare la loudness, senza modificare eccessivamente la dinamica.

Applicando questo metodo, praticamente, si massimizza l’area sotto la curva dello spettro del brano e, quindi, la potenza complessiva del suono.

2) Aggiunta exciting

Secondo step per aumentare la loudness, da eseguire sulla traccia finale, ma anche sulle singole tracce, consiste nell’aggiunta di exiting, per arricchire il suono di armoniche.

In questo modo si rende il suono ben udibile a tutte le frequenze, anche negli speaker più piccoli, e si aumenta la percezione di profondità, tridimensionalità e ricchezza.

Per farlo, il modo migliore consiste probabilmente nel far passare il suono attraverso dispositivi analogici che colorino in modo naturale e musicale.

Alternativamente, esistono diversi validi plugin con cui è possibile emulare l’aggiunta di colorazione analogica

Te ne cito giusto qualcuno che personalmente utilizzo.

Ad esempio l’SSL Comp e il Kramer Master Tape della Waves, che aggiungono rispettivamente la colorazione di un banco SSL serie G e quella di un classico registratore a nastro magnetico.

loudness

Altro strumento favoloso è l’exciter della Ozone, che permette di scegliere fra diverse tipologie di colorazione, da quelle tipiche dei dispositivi a valvola e a nastro magnetico, a quella dei dispositivi a transistor.

Infine, ti cito uno dei miei exciter preferiti, ovvero il mixer sommatore non lineare Waves NLS Summer.

Il plugin è in grado di emulare la complessità armonica di tre console leggendarie, l’SSL G 4000, l’ EMI TG 12345 MK 4 e una Neve 5116 custom (se ne era parlato anche in questo articolo e in quest’altro).

NLS Channel - loudness

Ovviamente esistono altri plugin di exciting molto validi e, se ne vuoi suggerire qualcuno in particolare, indicalo pure in un commento alla fine dell’articolo.

Conclusione

In quest’articolo abbiamo visto su grandi linee due strategie per incrementare la loudness, sia effettiva che percepita, senza snaturare il suono.

La prima consiste nell’utilizzo di equalizzatori e compressori multi-banda per livellare picchi e modulare il tono, in modo da far tendere lo spettro al piatto.

La seconda nell’aggiunta di exiting per aumentare il contenuto armonico.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto, in caso metti un bel like e condividilo 😉

A presto e buona musica,

Fabio

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