In questo articolo troverai 9 suggerimenti per velocizzare il mixing dei tuoi brani.

Spesso, infatti, ci si trova a lavorare con molte tracce e la confusione regna sovrana, rallentando il lavoro.

Inoltre, mentre lavoriamo a un nuovo progetto di mixing, capita di ripetere le stesse azioni effettuate durante i mixing precedenti.

I 9 suggerimenti elencati in questo articolo sono utili ad aumentare il focus e semplificare la vita di chi mixa.

L’obiettivo è minimizzare il tempo di switch dell’attenzione da una parte all’altra del progetto e il numero di azioni che si ripetono, più o meno, durante ogni sessione di mixing.

Il tempo risparmiato sarà utile da investire in altro, per esempio nella ricerca di effetti creativi.

Se preferisci, puoi fruire degli stessi contenuti dell’articolo tramite il seguente video.

Pronti? Let’s go!

1. Raggruppa le tracce

Raggruppa in un unico bus le tracce in qualche modo “affini”, come ad esempio quelle che contengono le registrazioni di batteria o di voce.

Il raggruppamento favorisce una visione più compatta del progetto, facilita il lavoro e minimizza le distrazioni.

In questo modo, infatti, raggiri l’inevitabile caos che si crea quando si lavora con molte tracce.

Inoltre, così facendo puoi applicare effetti comuni direttamente al mix bus, piuttosto che alle singole tracce, risparmiando, così, tempo e onere computazionale, e ottenendo suoni più omogenei.

2. Assegna alle tracce nomi, colori e simboli diversi

In questo modo, faciliti ulteriormente l’individuazione delle tracce, specie se sono molte.

Dare un nome appropriato a ciascuna traccia può suonare abbastanza scontato.

Invece, per quanto riguarda simboli e colori, probabilmente è un po’ meno scontato, ma altrettanto utile, se non più, rispetto all’assegnazione dei nomi.

3. Ordina le tracce

Sempre nell’ottica di facilitare lo spostamento dell’attenzione da una parte all’altra del progetto e, quindi, velocizzare il mixing, ordina le tracce nel modo che ritieni più opportuno.

Ad esempio, un’idea potrebbe essere ordinarle nell’ordine di “ingresso” nel mix.

Quindi, la traccia che suona per prima la disponiamo in alto, la traccia che suona seconda la disponiamo sotto la prima, e così via.

4. Predisponi canali ausiliari per gli effetti comuni

Prepara dei canali ausiliari (AUX) con gli effetti che utilizzi più spesso.

Ad esempio, potresti predisporre due o tre canali per tipo di riverbero (room, plate, hall…), due o tre canali per tipo di delay (short delay, ping pong, tape delay…) e qualcuno per le principali modulazioni (chorus, flanger…).

Il consiglio è di farlo ancor prima di addentrarti nel mixing del brano, in modo da trovarle gli effetti pronti all’uso.

Così, quando vorrai aggiungere, ad esempio, un semplice riverbero di tipo room al suono di chitarra, ti basterà mandare la rispettiva traccia in send al canale ausiliario con quell’effetto.

Quando, invece, vorrai creare un effetto particolare, saprai di poterlo fare anche grazie al tempo risparmiato configurando anticipatamente i principali effetti.

5. Predisponi gli exciter

Se sai già di voler aggiungere al brano dell’exiting dal colore analogico, per un sound più caldo e ricco, predisponi, per ogni traccia, il tuo exiter preferito.

Ad esempio, a me piace tanto aggiungere ai miei mix il colore del mixer sommatore plugin Waves NLS (Non Linear Summer), che simula il suono di 3 importanti console, appartenenti a 3 importanti audio engineer

– la SSL G4000 di Mark Spike Stent (ha lavorato per Radiohead, Muse, Maron 5, Madonna);

– l’EMI TG 12345 MK di Mike Edgets (ha lavorato per U2 e The Cure), modello di console utilizzato per mixare brani storici, come Dark Side of The Moon dei Pink Floyd;

– la Neve 5116 custom di Yoad Nevo (ha lavorato per Bryan Adams, Pet Shop Boys e Sugababes).

Waves NLS.

6. Marca le sezioni del brano

Aggiungi dei marker o qualcosa di simile in modo da facilitare l’individuazione delle sezioni del brano.

Anche in questo caso, l’obiettivo è facilitare lo spostamento dell’attenzione da una parte all’altra del brano e, quindi, velocizzare il mixing.

7. Annota gli step del workflow

Se non hai molta esperienza come mixing engineer, man mano che sviluppi il tuo workflow prendi nota dei passaggi più importanti e dell’ordine in cui li esegui.

In tal modo mantieni attiva la percezione di cosa stai facendo, cos’hai fatto e cosa rimane da fare per completare il mix, minimizzando il rischio di perderti, ad esempio, dei check o dei passaggi.

Un possibile elenco di passaggi, ad esempio, potrebbe essere:

– regolare volumi e panning delle tracce;

– editare timing e pitching, laddove serve;

– tagliare le parti che non servono;

– applicare i fader in e out;

– individuare e ridurre eventuali risonanze;

– occuparsi della dinamica e della caratterizzazione dei singoli suoni;

– gestire l’ambience;

– automatizzare i volumi;

– eccetera.

8. Salva la configurazione dei canali come preset

Ogni volta che per una canale ottieni una configurazione di plugin che ti piace, che sia un canale ausiliario o il canale di una qualsiasi traccia, salva la configurazione come preset.

In tal modo potrai richiamare la configurazione ogni volta che si presenteranno tracce simili che vorrai trattare allo stesso modo, senza dover ripensare a tutto da zero.

9. Salva il progetto come template

Una volta soddisfatto della configurazione del tuo progetto, sfrutta la funzione della DAW di salvataggio come template.

Così, quando dovrai mixare un brano simile, potrai partire da una configurazione già collaudata ed evitare di ripetere tutti i passaggi.

Conclusione

Questi 9 suggerimenti singolarmente non stravolgono nulla, però, nell’insieme, aiutano a velocizzare il mixing e liberare tempo ed energie per attività più creative, come ad esempio la ricerca di effetti particolari oppure l’affinamento delle automazioni.

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Se vuoi aggiungere qualcosa, come ad esempio un’altra accortezza utile per “snellire” il processo di mixing, scrivi pure un commento alla fine del post.

A presto e buona musica,

Fabio

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