hit parade

Sei un creativo e appassionato di composizione musicale e ogni tanto ti suona una nuova melodia in testa? Allora sei nel post giusto! Infatti, a breve riceverai alcuni consigli pratici su come trasformare quel suono grezzo che hai in mente in un vero e proprio brano musicale da hit parade ed evitare che il tuo attimo di ispirazione si disperda nel nulla.

Inoltre, ti mostrerò un esempio concreto di come ho trasformato un motivetto che mi è venuto in mente, mentre ero in bici, in una delle mie basi musicali preferite. Partiamo? Via!

Qualcosa in testa emette un suono

A volte si tratta di ritornelli di canzoni ascoltate in passato, che saltano fuori dai meandri della nostra mente senza preavviso e iniziano a suonare.

Altre volte, invece, si tratta di linee melodiche originali che, per qualche ragione, a un certo punto si manifestano come funghi in una foresta dopo la pioggia. Ti è mai capitato?

Se ti è capitato e pensi che il contenuto di questo post ti possa interessare, regalami un +1 e te ne sarò grato 🙂

Buone abitudini

Come saprai già, la mente di ciascuno di noi è dotata di una parte creativa (emisfero destro) e di una parte razionale (emisfero sinistro).

Ognuno di noi tende a sviluppare maggiormente una parte piuttosto che l’altra. Questo può dipendere sia dalla nostra natura, che dalle nostre abitudini.

[bctt tweet=”Una buona abitudine per tenere attiva la nostra vena creativa, è quella di non lasciarla morire.”]

cervello, creatività, hit parade

Se più volte nel tempo trascuriamo quelle timidi idee che cercano di venire alla luce, perché la routine quotidiana o la nostra pigrizia le soffocano, la nostra vena creativa pian piano si spegne.

Purtroppo, a causa degli impegni giornalieri, diverse volte mi è capitato di non poter rendere giustizia ai miei momenti di ispirazione artistica. Per lo stesso motivo, altre volte, mi è capitato di non riuscire a portare a termine in tempi ragionevoli quanto già iniziato.

E quando capita non è una cosa bella, perché canzoni e melodie…

…son come i fiori, nascon da sole
sono come i sogni e a noi non resta che scriverle in fretta
perché poi svaniscono e non si ricordano più!

Non me ne vogliano i suoi fan, ma queste parole di Vasco, in questo contesto, sembrano calzare a pennello! Spero di non aver scombussolato la vita a nessuno 🙂

Ma tornando a noi…

Come dicevo all’inizio, l’obiettivo di questo post è darti dei consigli pratici per trasformare la melodia, che inaspettatamente inizia a suonare nei meandri del tuo cervello, in un vero e proprio brano musicale da hit parade.

È giunta l’ora di mantenere la promessa.

Comincerò con l’elencarti i punti essenziali, spiegandoli uno ad uno.

Inoltre, ti racconterò come ho trasformato un motivetto, che mi è venuto in mente durante una giornata qualunque, in un brano musicale.

Le cose che devi fare quando ti viene in mente una melodia, che sia accompagnata o meno da parole, sono le seguenti.

1. Chiediti se l’hai già sentita

A volte ci scervelliamo per cercare di rispondere alla domanda “ma dove diavolo l’ho sentita?”.

Se ti convinci di non averla mai sentita da nessuna parte, bene, vai pure avanti.

Altrimenti, non preoccuparti: se ti accorgi che la melodia fa parte di un brano che esiste già, tienila come un punto di partenza per creare qualcosa di nuovo.

Considerala come una fonte di ispirazione (non c’è niente di male, infatti, come puoi notare, molte canzoni che si sentono in radio spesso si assomigliano).

Una mattina di primavera uscivo di casa, da bravo studente universitario, per andare a lezione. Mentre pedalavo lungo la pista ciclabile, la mia testa veniva tartassata da una melodia…

2. Registrala immediatamente!

Subito, e non perder tempo!

A volte suona così forte nella nostra testa che pensiamo che niente e nessuno al mondo potrà farcela dimenticare…ma, fidati, non è così!

Può davvero bastare un piccolo evento (ad esempio una telefonata, un messaggio, qualcuno che ci chiede qualcosa o un nuovo pensiero improvviso) per dimenticarcene completamente.

Canticchia e registra, per esempio tramite l’app del tuo smartphone, oppure, se sai scrivere spartiti e per caso ti trovi un foglio pentagrammato vuoto in borsa (lol!), appunta direttamente le note.

…allora, continuando a pedalare, ho tirato fuori dalla tasca il mio Samsung Galaxy di allora e ho registrato. Faceva così…

3. Possibilmente, passa a delle registrazioni più serie il giorno stesso

Non lasciare che il tempo passi, altrimenti, se questi “fulmini melodici” ti colpiscono spesso, rischi di trovarti lo smartphone pieno di registrazioni strampalate. E se ti capita di riascoltarle dopo qualche giorno penserai: “quel giorno lì avevo mal di pancia?”.

Scherzi a parte, cerca di cogliere l’attimo e metterti seriamente a lavoro il prima possibile, ritagliandoti qualche ora per produrre o addio hit parade!

…Fortunatamente, quel giorno avevo solo due ore di lezione. Infatti, non appena terminate, mi sono catapultato a casa per dare luce a quella strana creatura che continuava a picchiarmi le meningi pur di uscire fuori allo scoperto…

hit parade, abbey road studios

Quando sei comodo nel tuo personalissimo studio di registrazione, che sia ad Abbey Road o nella tua cameretta, scegli uno strumento musicale e registra la melodia (se è trascorso del tempo e te ne sei dimenticato, aiutati con la traccia registrata sullo smartphone).

Che sia la linea melodica della voce principale, un arpeggio di chitarra o la linea di basso, avvia il tuo programma di produzione musicale preferito (vuoi qualche consiglio su come scegliere la DAW giusta per te? Leggi questo post), fissa i bpm, pensa a un ritmo, crea una nuova traccia, dagli in input uno strumento virtuale o il microfono e comincia a rendere giustizia alla tua vena creativa!

Ah, non è importante se ciò che hai in mente all’inizio è solo un motivetto di 10 secondi o qualcosa tipo l’intera Nona Sinfonia di Beethoven: l’importante è cominciare e vedrai che il resto verrà da sé 😉

…In realtà, erano solo poche note che si ripetevano in loop, ma sapevo bene che dietro si nascondeva molto di più. All’inizio non mi era ben chiaro se lo strumento principale che mi suonava in testa fosse una chitarra elettrica, un basso o una voce…nel dubbio ho scelto un flauto. Ecco come suonava la prima traccia che ho registrato, dopo essermi sistemato tranquillamente di fronte alla mia DAW…

4. Genere musicale?

Hai registrato la prima traccia? Bene, adesso fermati un attimo, riascolta un paio di volte (fai delle correzioni, se necessario) e cerca di concentrarti, perché sto per farti una domanda a cui tu probabilmente saprai rispondere, ma sono sicuro che almeno un lettore non si è ancora posto: a quale genere musicale apparterrà il brano che stai per comporre?

Magari hai moltissima creatività e adori sperimentare e dar vita a generi completamente nuovi, ma se vuoi sperare che il tuo pezzo finisca in hit parade, è importante, fin dall’inizio, fare in modo che chi lo ascolta in futuro sia in grado di etichettarlo con un genere musicale.

rapper, hit paradeCon questo non voglio scoraggiare la tua originalità, anzi è fondamentale che cerchi di essere il più originale possibile e puntare a creare sempre qualcosa di nuovo.

Però, devi essere ben consapevole di quello che stai facendo e mettere il tuo futuro ascoltatore nella posizione di capire, almeno vagamente, di che genere musicale si tratti.

Ma magari sei un metallaro incallito o un rapper che sa il fattaccio suo e, quindi, le tue idee sono già chiare 🙂

…Ok, sarò sincero, all’inizio non avevo le idee molto chiare sul “colore” da dare a quella melodia di flauto…presto, però, ho capito come andare avanti! Ecco come suonava dopo aver aggiunto una chitarra…

5. Fissato il genere musicale, scegli un brano famoso (o più brani) dello stesso genere a cui fare riferimento

Scelto il brano di riferimento, analizzalo attentamente, confrontalo con altri brani simili e cerca di individuare pattern ricorrenti (per esempio, velocità e struttura del brano, strumenti musicali, giri di accordi principali).

Le informazioni che avrai acquisito, una volta analizzato il brano di riferimento, ti potranno tornare utili sia per l’arrangiamento musicale che per, eventualmente, la scrittura del testo.

europe, final countdown, hit paradeAvere uno o più pezzi famosi con cui confrontare il proprio lavoro sarà molto utile anche in fase di mixing e di mastering (ma di questo ne parleremo in un altro post).

Inoltre, nei minuti successivi, potresti avere dei “cali di creatività”: tenere a portata di mano due o tre brani pronti da ascoltare per portare nuove ventate di ispirazione potrebbe fare la differenza.

Confrontare il proprio lavoro con quello di top player fin dalla prime fasi di produzione è fondamentale se si vuol migliorare, direi la prima regola! E non solo nel contesto della produzione musicale.

…Ho deciso di dare al mio brano un’impronta rock anni ’80 e i brani che ho scelto per trarre ispirazione sono stati “The Final Countdown” degli Europe, “Eye Of The Tiger” dei Survivor.

6. Dai una struttura ben precisa al tuo brano

Per esempio, una delle strutture tipiche della musica che si sente in radio, come sicuramente avrai notato, è: intro, prima strofa, bridge, ritornello, seconda strofa, bridge, ritornello, terza strofa, bridge, ritornello, outro (o qualcosa del genere).

Ovviamente, non esiste una regola standard da seguire e, infatti, vengono adottate molte varianti della struttura precedente.

Ci sono, però, alcune buone pratiche da seguire, per esempio evitare intro troppo lunghe, fare in modo che il ritornello arrivi entro il primo minuto e mezzo e cercare di non sforare, complessivamente, i 4 minuti.

Se non sai come strutturare il tuo brano, ti ricordo che puoi sempre prendere spunto dal brano, o dai brani, che hai scelto come riferimento.

7. Adesso puoi procedere con l’arrangiamento di tutti gli strumenti

pro tools, hit parade, arrangiamento

Forse sai già cantare, suonare uno o più strumenti e ti sei diplomato al conservatorio.

O magari non hai mai preso una lezione in vita tua.

Non importa! Perché ciò che ti serve per comporre è, essenzialmente, una bella dose di creatività.

Infatti, se ciò che ti manca è la preparazione tecnica, puoi sempre rimediare iniziando a studiare musica.

Certo, se inizi a studiare musica a sessant’anni, probabilmente non ti vedremo mai a dirigere l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano (anche se, mai dire mai!).

Però, puoi sempre imparare ciò che ti serve per poter dare un minimo di decenza alla tua musica.

Se ti interessa, puoi trovare qualche consiglio utile su come organizzare il flusso di lavoro durante la fase di arrangiamento in questo post.

…Terminato l’arrangiamento, il mio pezzo suonava in questo modo…

Piccola digressione: i due pilastri fondamentali per creare buona musica

Creatività e preparazione tecnica sono due qualità molto distinte che non tutti posseggono in egual misura, ma a cui ci si può sempre lavorare.

Esistono musicisti esperti in grado di eseguire alla perfezione qualsiasi brano leggendo da spartito, ma che non sono propensi alla composizione, ed esistono produttori musicali di fama mondiale che non sanno quasi nulla di teoria della musica.

Quest’ultimo caso avviene perché creare musica di qualità richiede alcune competenze tecniche che al giorno d’oggi si possono imparare anche autonomamente e i software che abbiamo a disposizione semplificano molto la vita.

In generale, possiamo dire che

[bctt tweet=”i due pilastri fondamentali per creare buona musica si chiamano creatività e passione.”]

E qualcosa mi dice che, se sei arrivato a leggere il post fino a questo punto, allora l’argomento ti interessa molto, e magari possiedi entrambe le qualità 😉

8. Controllo qualità e riposo

Finito l’arrangiamento, non ti resta che riascoltare, confrontare il tuo lavoro con il brano (o i brani) di riferimento e sistemare dove necessario, per esempio sostituendo uno strumento con un altro, aggiungendo cori o effetti, registrando nuovamente alcune parti.

Fatto questo, immagino che sarai un po’ stanco ed è normalissimo, infatti il tuo orecchio ha bisogno di riposo: per il momento hai fatto abbastanza, quindi stacca tutto o lavora a qualcos’altro.

Lascia passare qualche ora o magari qualche giorno (non troppi però), e poi riascolta nuovamente: troverai sicuramente qualcosa da sistemare.

In generale, le domande che devi porti continuamente e alle quali devi cercare di dare una risposta sono le seguenti:

rispetto alla hit di riferimento, cos’ha in meno il tuo brano?

♦ nell’insieme, il tuo brano suona fresco e originale?

9. Scrivi il testo

Si tratta di una delle parti più delicate, perché un buon testo deve rispondere a requisiti sia tecnici che legati ai contenuti.

I primi riguardano soprattutto la metrica: è importante che il testo abbia una metrica coerente con la natura musicale del brano, e che quindi il numero di sillabe per battuta e il modo in cui cadono gli accenti delle parole abbiano un buon matching con il ritmo portante del brano.

I requisiti contenutistici, invece, riguardano la scelta dei concetti da esprimere e delle parole.

In generale, affinché il messaggio del testo sia comunicato in modo chiaro, è importante che le parole usate siano comprensibili e catturino l’attenzione dell’ascoltatore fin da subito.

Quindi, se punti a fare un brano che piaccia a molta gente, cerca di usare un linguaggio semplice e delle parole chiave che nell’insieme rendano un buon effetto.

Parla di ciò che preferisci e che più ti rispecchia, ma cerca di dirlo nel modo in cui al tuo pubblico ideale piacerebbe sentirselo dire.

Inoltre, è molto importante dare maggiore rilievo al ritornello: devi fare in modo che le parole del ritornello entrino in testa già dopo il primo ascolto, perché, come sai già, è la parte più importante del brano.

Lo so che non è così immediato e scontato: anche qui vale la regola di tenere come riferimento i top player e cercare di individuare le loro tecniche, anche per quanto riguarda la stesura del testo.

Non aggiungerei altro, perché scrivere un testo, di fatto, è un’arte, e come ogni arte, richiede ingegno, fantasia, preparazione tecnica ma soprattutto esercizio! Quindi, esercitati fin da subito ad ascoltare i testi delle canzoni, analizzarli e provare a scrivere i tuoi.

10. Lasciati giudicare

Fase delicatissima ma fondamentale: fai ascoltare il tuo pezzo a più persone, che siano amici, conoscenti o persone che non conosci.

[bctt tweet=”Non avere paura di essere giudicato, perché deve essere proprio il tuo obiettivo.”]

Ognuno, che ti piaccia o no, avrà un suo parere riguardo al tuo brano: è importante per te sapere quale sia, che si tratti del parere di un bambino o di quello del tuo maestro di arpa.

Cerca di capire cosa non piace e sforzarti sempre di migliorare, perché non si è mai abbastanza bravi.

Tieni presente che difficilmente il tuo brano piacerà a tutti, ci sarà sempre qualcuno a cui proprio non andrà giù, ma non preoccuparti, fa parte del gioco!

11. Prenditi il tempo che serve per migliorare musica e testo

Cambia strumenti ed effetti, abbozza nuovi arrangiamenti e…tieni sempre a portata d’orecchio la musica dei top player e i consigli degli altri, soprattutto di chi ne capisce più di te.

Se il tuo budget lo permette, potresti cercare di coinvolgere musicisti esperti, che magari hanno già lavorato con grandi artisti, in modo tale da fargli registrare una piccola parte o l’intero arrangiamento di uno strumento.

Un ruolo fondamentale, talvolta decisivo per la riuscita dell’intero progetto, è giocato dalla voce principale: è fondamentale che il cantante interpreti bene la sua parte e riesca a trasmettere il messaggio della canzone efficacemente.

Chiunque canterà il tuo brano, assicurati che abbia tutte le carte in regola, perché la voce principale sarà la prima cosa che salterà all’orecchio dell’ascoltatore e, spesso, il fattore discriminante tra un brano ben riuscito e un brano di scarso impatto.

Infatti, ricordati che, anche se la base musicale è fenomenale, un’interpretazione canora mediocre è perfettamente in grado di far sembrare mediocre tutto il brano.

Ma non vale l’opposto: non sempre in testa alle classifiche finiscono i brani con gli arrangiamenti migliori, perché spesso basta la voce dell’artista per fare la differenza.

12. Missaggio finale e mastering

Se non ti arrendi – e non lo farai – allora arriverà il momento in cui ti sentirai soddisfatto, chi segue il tuo lavoro sarà soddisfatto e, quindi, la tua hit sarà pronta per essere sottoposta a missaggio e mastering!

Valuta, a seconda dei tuoi obiettivi e del tuo budget, la possibilità di affidare questo compito a un professionista.

Se il tuo obiettivo è passare in radio o, quanto meno, andare a caccia di un contratto discografico, quello del professionista diventa un passaggio fondamentale.

A meno che tu non disponga di uno studio professionale tuo e di tutta l’esperienza che serve.

Lo so che può avere un costo non indifferente, ma se ci pensi, perché qualcuno dovrebbe investire su te e i tuoi progetti se tu stesso non ci credi abbastanza da spenderci dei soldi?

Ricorda che, se il tuo brano ha tutte le carte in regola e riesci ad entrare in contatto con le persone giuste, qualcosa può sempre succedere, perché dove c’è trippa, c’è sempre qualcuno pronto a mangiarsela…a buon intenditore poche parole 😉

Conclusioni

A questo punto, forse hai fatto un ottimo lavoro e hai gli agganci giusti per far sentire la tua musica in mainstream; o forse le tue produzioni non arrivano ancora ad un livello qualitativo sufficiente per essere commercializzate.

Non importa, perché ciò che davvero conta è che tu non dimentichi di dare sempre sfogo alla tua creatività, senza lasciare che il tuo attimo di ispirazione artistica si disperda nel nulla.

Perché, se ciò accade, è una perdita a cui difficilmente potrai rimediare e non saprai mai se ciò che ne sarebbe venuto fuori sarebbe stato qualcosa di eccezionale.

Un ultimo consiglio che ti voglio dare è quello di metterci sempre del tuo, sia nel testo che nella melodia, perché, se qualcuno sarà mai disposto a seguirti, vorrà seguire il vero te, non qualcosa di finto o studiato a tavolino.

Tra l’altro, non dimenticare che

[bctt tweet=”le cose finte, se cadono, si frantumano subito.” ]

Per finire, voglio ricordarti che non esiste la ricetta magica del successo. Ma, se sei veramente appassionato, ascolti i consigli degli altri e non smetti mai di esercitarti e darti da fare, stai tranquillo che, prima o poi, il pezzo in hit parade ci finisce da sé 🙂

Devi solo continuare a crederci.

A presto e buona musica,

Fabio

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